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IL MATTO AL CANCELLO

Nel giardino del manicomio, guardando i passanti oltre le sbarre: "Siete in molti là dentro?"

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Siete circondati, vi ho presi al lazo, è un sollazzo, suono il putipu', ne ho fatti fuori tre, ora quattro, poi cinquestelle, bingo, bongo, bunga, nel bungalow low cost tutti a suonare il banjo.

Non mi prenderete mai, sto scrivendo il vostro obituario, firma qua contro il finanziamento... perchè non hai firmato? Sono vivo, sono vegeto, sono la pianta carnivora,                                                                                                              

oggi me rode, vivà Rodotà, il bambino con il ciripà, mi sento un pascià. Vi ho preparato la rosta, gosthbuster, flip flip,  GianRoberto, amico mio...voglio giocare a bowlin, dove sono i birilli, guarda quante teste di ...

Santè a te, ciucco ciucco alè alè, sarò l'asso pigliatutto 100%, l'Italia mi segue, venite annanze, venite appresso, sono connesso e voglio il busto di gesso,  la vita è adesso.

ITALIANIIIII!!!! Sono l'ordigno, provate a prendermi, vi esplodo in faccia siete la feccia politici ladroni,  magnoni magnaccioni a crepapelle , brufolosi corrotti.

Io sono la statua della libertà, sono il peripatetico peristaltico in perizoma, vi copro tutti...Abbiamo vinto, io e l'autista e Casaleggio,  salite sulle montagne russe e chiamate le formiche rosse se volete mangiarvi le mani. Vi pesto i piedi e vi lego al palo, ecco l'ascia di guerra permanente, dove sono i 10 piccoli indiani? Io faccio il totem.

Polpettone dei partiti, manzo in fricazzea,  vi hanno brasato al mercato delle vacche per vendere le bufale, 8 milioni di merli per me posson bastare?  Ho la lingua salmistrata e l'Italia è in una palingenesi culturale di uomini donne e amici.

 Bieco popolo bevi l'amaro pocolo, copritevi le vergogne, vergognatevi delle coperte, vi metterò in mutande,  pinzillacchere dei quaccheri senza nacchere sotto i capperi e sopra i paccheri.

 Anch'io fumo il sigaro, faccio i segnali con le fumate nere: sono nero, coperto di pece e le piume dei colombi che ho impallinato mi si sono appiccicate addosso: FACCIO PAURA!   Mi ha chiamato Marine Le Pen, per fare insieme l'euro di caucciù e metterlo sotto i piedi.

 Tutta fuffa, tutti a casa , XVII legislatura con riso alla cantonata, Calimero dance, siete pesce di paranza e vi ho presi nella rete...

- Beppe, hanno rieletto Napolitano.

- Mi sento una mappina.

 

Pubblicato il 22/4/2013 alle 11.32 nella rubrica diario.

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