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IL BALLO DEL MATTEONE
post pubblicato in diario, il 7 aprile 2013
Renzi, ospitato dalla De Filippi,
diventa uno statista all'Eliseo.
Propende per gli accordi con gli inghippi:
"Salve ragazzi, chiamatemi Matteo"


"Dico quel che pensa il 95% degli italiani".  Intanto, il 95% per cento chiamato in causa, pensa di far parte del 5%.


Il bindolo della matassa.

Rosy - "Io non ho rilasciato nessuna intervista"


DEMOCRAZIA SPUDORATA


-"Ma cosè la democrazia dal basso?"
- "E' quella senza foglie di fico.
- "Allora è una democrazia del ..."


Presso la sala S. Rita di Roma, gli automi del Modern Automata Museum, dal 6 al 27 aprile.
Beppe - "Vi avevo detto di non andare ai talk-show!!!




RITRATTI


Dal Meo Patacca di Giuseppe Berneri.

Canto Primo
 

26   Un certo Toga-lunga, e Barba-quatra,
       Con panza innanzi, e con la schina arreto.
       Ch'in te i circoli fa' del caposquatra,
       E quanno parla, vuò ch'ogn'un stia queto,
       Fece un discorzo un dì, che tanta quatra
       Gli dette un tal, di genio assai faceto,
       Ch'io ridirlo imprometto, e così giusto,
       Ch'ogn'un tre giulii ci haverà di gusto.
      
       27   Era questo un Pedante pettoruto,
       Ch'a Demostene manco la cedeva,
       Era in tel portamento sostenuto,
       E un giorno, attorno certi scioti haveva;
       Pe' fa' tra quei tavàni del saputo,
       La gran falda del fongo, che penneva
       Innanzi all'occi unta e bisunta, e guitta,
       Su la fronte s'alzò con la man ritta.
      
       28   Prima un raschio magnifico e sonoro,
       Poi fece un sputo tonno, e allor pian piano
       Strisciò la spasa barba, e ver coloro
       Acconcia in un bel gesto alzò la mano;
       Poi con gran pausa così disse a loro:
       Ma ch'io tralassi, non vi para strano
       Per un poco il mio stil da romanesco,
       E vi parli col suo, ch'è pedantesco.

  32   Vienna cadrà; timor superlativo
       Sconvolge i sensi, e gelido sudore
       Va per le membra, e vix, appena io vivo
       Pensando all'ottoniannico furore;
       Son già essoso a me stesso, e prendo a schivo
       Vitam ducere". Intanto un bell'umore,
       S'accosta, e dice: "Ahimè, ci havemo dato,
       L'Astrologo d'Abruzzo ha già parlato".
      
       33   El Pedagogo in tel sentì lo sbeffo,
       S'acciglia, increspa el collo, e si rabbuffa,
       Mozzica il labro, e fa assai brutto el ceffo,
       Col naso fatto a tromba, e soffia e sbuffa.
       Imbraccia el pietro suo, ch'è un pò tareffo,
       Par che voglia andà a fa' calche baruffa;
       Tra sè e sè, un non so che ciangotta,
       Va via con furia, e sempre più borbotta.
      
       34   Si fa allora in tel ridere schiamazzo,
       S'ogn'un di quei, che resta, glie la pista,
       Chi dice: "Ha dato volta, o come è pazzo!
       Ci vuò fa' el dicitor, l'indovinista;
       Ne sa poi meno assai d'ogni regazzo,
       Perchè propio ha un cervel di cartapista".
       Ma doppo varj motti, e belle botte,
       Tornano tutti a casa, perch'è notte.



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permalink | inviato da miltonia moreliana il 7/4/2013 alle 8:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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